Biomasse inopportune

Il recente parere favorevole del consiglio dei Ministri per la costruzione di una Centrale a Biomasse in una zona agricola a forte produzione agroalimentare di altissima qualità a Capaccio e vicina all’area archeologica di Paestum ha messo sul piede di guerra le popolazioni. Sulla vicenda siamo stati chiari, faremo le barricate.

E’ una follia solo ipotizzare la costruzione di una centrale Biomasse in una zona agricola caratterizzata da produzioni agroalimentari di elevata qualità e dalla presenza di centri di assoluta eccellenza legati alla filiera lattiero casearia ed alla produzione di mozzarella di bufala campana DOP. Per il territorio di Capaccio la priorità assoluta debbono essere la valorizzazione e la tutela delle tradizioni agroalimentari locali di indubbio pregio ed oggetto di espresso riconoscimento legislativo nella normativa di settore. La follia dell’eventuale costruzione della centrale sta anche nel fatto che l’area interessata dal progetto è comunque, vicina, all’area archeologica di Paestum, inserita nella lista del Patrimonio dell’Umanità dell’UNESCO, ed interessata da rilevanti flussi turistici. Poi c’è un rilievo tecnico non da poco: gli scarti ed i materiali residui derivanti dalle attività complessive di coltivazione agricola nel territorio di Capaccio, sicuramente non potrebbero mai garantire l’autosufficienza del funzionamento della Centrale aspetto, questo, che a ragione preoccupa molto la popolazione e che ancor di più sta ad indicare come sarebbe sbagliata la costruzione dell’impianto in questa zona.