Biologico: Campania fanalino di coda. E il mercato cresce

In occasione della 28esima edizione di Sana, il salone internazionale del biologico e del naturale in programma a Bologna il delegato di De Luca all'agricoltura il consigliere Alfieri annunciando la partecipazione della Regione Campania ha strombazzando dati entusiastici mentre invece la Campania e' relegata tra le ultime regioni italiane nella coltivazione delle superfici agricole biologiche.

Siamo ai soliti spot e alle iniziative di facciata, la Campania e' fanalino di coda nel biologico infatti solo il 4% delle superfici agricole e' coltivato. Questo mentre in Italia su 10 famiglie almeno 7 famiglie hanno acquistato una volta nell’ultimo anno almeno un prodotto biologico, ciò significa che il bio è entrato in circa 18 milioni di case. Sono in crescita anche gli altri indicatori più importanti come gli operatori (+8,2% rispetto al 2014), le vendite (+15% rispetto al 2014) e l’export che cresce del +16% rispetto a un anno fa, rispetto al 2008 il dato sbalordisce: +408%. La Giunta De Luca con il suo delegato Alfieri si vanta di sostenere le nostre aziende agricole biologiche esaltando la partecipazione al salone nazionale ben sapendo che proprio il settore biologico campano non e' affatto valorizzato e sostenuto da politiche serie e lungimiranti. Emblematico è il caso della Puglia che e' al 14% di biologico e in continua crescita grazie ad una attenta gestione dei fondi del PSR, cosa che contrariamente non avviene in Campania. Nella nostra regione c'e' una improvvisazione imbarazzante come il pubblicare bandi in piena estate con scadenze perentorie di pochissime settimane e non consentire nei fatti alle aziende e agricoltori di parteciparvi. Possiamo investire tutti i soldi che vogliamo per tutte le fiere del mondo ma il nostro 4% resta sempre un 4% se non vi e' una chiara volonta' politica di programmare diversamente.