FONDI REGIONALI ARTIGIANATO, UN'ALTRA OCCASIONE PERSA

La redazione del bando sull'artigianato locale dimostra ancora una volta un orientamento politico di questa giunta regionale del tutto avulso dalla realtà dei nostri territori e della nostra economia reale.

 

Viene a configurarsi una misura di sostegno assolutamente penalizzante rispetto al normale credito bancario. Il bando in questione infatti prevede che all'artigiano venga corrisposto un prestito agevolato per il 60% del progetto e un finanziamento a fondo perduto per il restante 40%, a condizione però che possegga le garanzie reali sulla somma finanziata, fino all'ultimo euro. Verrebbe da chiedersi quindi il motivo per cui possedendo queste garanzie e anche la disponibilità liquida dell'iva da anticipare, un artigiano non si rivolga direttamente ad un istituto di credito, visti i tassi assolutamente accessibili di questo periodo e l'elasticità di gestione del fido stesso, rispetto alla burocrazia, ai vincoli e alle penali previste dai finanziamenti pubblici. In secondo luogo appare altrettanto immotivata logicamente ed economicamente la scelta di destinare la metà dei fondi, ben 14ML di Euro, all'artigianato religioso, mortificando in un unico calderone con la restante disponibilità economica, migliaia di attività artigiane che non hanno questo requisito. Quali considerazioni strettamente economiche hanno determinato questa preferenza? O dobbiamo pensare che le produzioni tipiche agroalimentari, la ceramica, l'artigianato musicale, la lavorazione del ferro, i mastri falegnami siano attività figlie di un dio minore? Un ultimo appunto merita la mancanza di una premialità o comunque di una riserva da destinare alle attività artigiane dei nostri piccoli comuni e a quelle sostenute dai più giovani. Sono ambiti questi dove l'incentivo avrebbe avuto un effetto sociale enorme dal punto di vista dello spopolamento territoriale delle campagne, dell'occupazione giovanile, della promozione turistica dei borghi e anche del decoro dei centri storici più emarginati. Anche in questo caso è prevalsa una logica di distribuzione di risorse senza un'analisi approfondita delle esigenze della nostra regione e senza alcun nesso causale tra azioni e risultati eventuali, in breve un'occasione persa per sostenere concretamente il lavoro e il valore delle nostre attività artigiane.