VINO IN CAMPANIA SENZA UNA GUIDA

Il settore del vino in Campania, nonostante l'incremento delle esportazioni, resta confinato in un ambito di nicchia a causa della mancanza di scelte strategiche di lungo periodo. Possiamo gestire questa potenzialità senza una assessore all'agricoltura?

Ad oggi il valore della produzione dei nostri viticoltori raggiunge a stento il 5% del valore nazionale a fronte di un valore dei vigneti molto più basso rispetto ad altre realtà del nord Italia. Un ettaro in Campania infatti vale mediamente un decimo di un ettaro in Trentino. Ulteriore problema è quello della mancata valorizzazione del prodotto che preclude l'accesso ai mercati internazionali di buona parte della produzione. Contando insieme marchi certificati (DOP e IGP) e produzioni biologiche, queste non raggiungono il 30% della produzione campana, il resto è commercializzato come prodotto senza indicazioni territoriali o di qualità. C'è bisogno di una governance chiara e che guardi lontano, che intervenga a tutela dei nostri viticoltori sui tavoli nazionali, europei e internazionali. C'è bisogno che di rivedere i bandi PSR in funzione di una maggior tutela dei piccoli produttori e della qualità. C'è bisogno di spingere presso il ministero delle politiche agricole per l'applicazione del testo unico sul vino. C'è bisogno di rivedere i limiti delle superfici vitate imposti dall'Europa. L'interrogativo di fondo, quindi, resta quello di capire se di fronte a queste sfide ci possiamo ancora permettere come Regione Campania, l'assenza di un assessore all'agricoltura.