IL PARADOSSO TURISTICO DELLA CAMPANIA

La Regione Campania rappresenta un paradosso turistico senza precedenti rispetto alle dinamche di settore.

Viviamo in una regione dove a fronte di una decina di attrattori fortemente sfruttati turisticamente fanno da contraltare aree interne a rischio spopolamento ma dal valore culturale, paesaggistico e storico del tutto sottovalutato. Capri, Pompei, Costiera Amalfitana sono diventati parchi a tema dove è degenerata ogni idea di integrazione tra economia turistica e comunità locale se non nel mero risvolto economico del soggiorno.

L'organizzazione mondiale del turismo prevede da qui a un decennio 2 miliardi di turisti nel mondo e noi combattiamo con lo spopolamento delle aree interne da un lato e l'erosione dei nostri patrimoni dall'altro. Il turismo è una cosa seria ma pochi amministratori pubblici hanno il senso di questa emergenza che può trasformare un'enorme opportunità nell'inizio del declino della Bella Italia. Non c'è politico che interrogato sul tema non snoccioli termini come destagionalizzazione e globalizzazione tanto per riempire l'aria che respira ma senza la minima consapevolezza del problema. Nella costiera cilentana la stagione turistica dura a stento due mesi. Al primo acquazzone le spiagge si svuotano e le luci si spengono.

La programmazione stagionale dei trasporti pubblici regionali non dura più di qualche settimana a cavallo di ferragosto. C'è bisogno di guardare dare alla nostra Campania una nuova visione di accoglienza che parta dalla coesione dei territori e dalla loro interazione. I nuovi turisti non vogliono necessariamente 'vedere cose' ma vogliono storie da raccontare esperienze da vivere e da questo punto di vista un agricoltore del cilento non è meno preparato di un pescatore di Amalfi.

Il turismo non è una esternalità incontrollata che riguarda solo monumenti e città d'arte, ma può diventare una strategia funzionale a creare maggior ricchezza per tutta la regione. Bisogna però governare queste dinamiche con conoscenza dei dati, idee innovative e strategie serie, come da anni hanno iniziato a fare tutte le altre regioni italiane. 

 

Organizzazione mondiale del turistmo: http://www2.unwto.org/