PSR, RITARDI DI OLTRE UN ANNO, BANDI SCRITTI MALE E SETTORE CHE RISCHIA IL COLLASSO

 

Questa mattina si è tenuta la Commissione agricoltura della Regione Campania per la verifica dello stato del comparto agricolo campano e delle diverse misure del Piano di Sviluppo Rurale. Tra i presenti anche il Consigliere delegato all'Agricoltura Nicola Caputo.

 L’unico dato emerso e inequivocabile è il ritardo di mesi dei fondi per due misure chiave del Psr 2014-2020. Ovvero, gli ammodernamenti strutturali nelle aziende agricole (tipologia 4.1.1) e l’insediamento dei giovani agricoltori (4.1.2 e 6.1.1). Un territorio a naturale vocazione rurale come la Campania è precipitato all’ultimo posto tra le regioni meridionali in termini di terreni coltivati con metodi di lavorazione biologica.

Una classifica che vede la Calabria in testa con il 37,4% di superficie coltivata con metodi biologici, la Sicilia con il 31,1%, la Basilicata con il 20,6%, la Puglia con il 20,2%, la Sardegna con l’11,6%. Fanalino di coda la Campania, ferma ad appena il 9,7%. L’agricoltura biologica, tra l’altro, misura la qualità di un’economia rurale, per tutela dei consumatori, innovazione delle aziende agricole e tutela dell’ambiente. Le ricadute si calcolano sui livelli occupazionali, sul presidio delle aree interne e sulla qualità delle esportazioni.